Scadenze fiscali 2026 per PMI a commessa: calendario operativo
Calendario operativo delle scadenze fiscali 2026 per PMI a commessa: IVA, F24, INPS, IRES e IRAP mese per mese, con gli errori da evitare.

“Quando devo versare l’IVA di questo trimestre?”
È la domanda che arriva più spesso a metà lavoro, quando la commessa è aperta e la liquidità è già impegnata. La risposta breve: dipende dal regime IVA scelto — mensile o trimestrale — e dal tipo di operazione. Ma la risposta utile è un calendario che mette insieme tutte le scadenze fiscali 2026 in un unico filo, così si pianifica il conto corrente invece di rincorrere le date.
Questo articolo è organizzato in passi operativi. Per ogni scadenza: cosa fare, entro quando, e cosa va storto di solito.
Passo 1 — Costruire il calendario fiscale PMI 2026 di base
Prima di entrare nelle singole scadenze, conviene avere una mappa. Le date che seguono sono quelle ordinarie; proroghe e modifiche normative vanno sempre verificate sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
| Scadenza | Adempimento | Frequenza |
|---|---|---|
| 16 di ogni mese | Liquidazione IVA mensile + F24 | Mensile |
| 16 maggio, 16 agosto, 16 novembre, 16 febbraio 2027 | Liquidazione IVA trimestrale | Trimestrale |
| 16 di ogni mese | Versamenti INPS dipendenti | Mensile |
| 31 marzo | Comunicazione dati CU | Annuale |
| 30 aprile | Modello 730 precompilato disponibile | Annuale |
| 30 giugno | Saldo IRES/IRAP + primo acconto | Annuale |
| 30 novembre | Secondo acconto IRES/IRAP | Annuale |
| 31 ottobre | Dichiarazione IVA annuale (Redditi) | Annuale |
Cosa va storto: molte PMI tengono il calendario fiscale in testa o in un foglio non condiviso. Quando il referente amministrativo è assente, le scadenze saltano. Conviene esportare queste date su un calendario condiviso con promemoria a sette giorni.
Passo 2 — Gestire le scadenze IVA 2026 mese per mese
Chi è in regime mensile versa l’IVA entro il 16 del mese successivo a quello di riferimento. Chi è in regime trimestrale versa entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre, con una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi.
Regime mensile
- Gennaio: versamento entro 16 febbraio
- Febbraio: entro 16 marzo
- E così via fino a dicembre: entro 16 gennaio 2027
Regime trimestrale
- I trimestre (gen-mar): entro 16 maggio 2026
- II trimestre (apr-giu): entro 16 agosto 2026
- III trimestre (lug-set): entro 16 novembre 2026
- IV trimestre (ott-dic): entro 16 febbraio 2027
Cosa va storto: chi lavora a commessa spesso emette fatture a SAL (stato avanzamento lavori) in modo irregolare — tre in un mese, nessuna nel successivo. Il risultato è un’IVA a debito concentrata in certi periodi e liquidità azzerata proprio quando arriva la scadenza. Tenere traccia dell’IVA maturata su ogni commessa aperta, e non solo di quella già fatturata, aiuta a non farsi sorprendere.
Passo 3 — Versamenti INPS 2026 per PMI con dipendenti
Per chi ha dipendenti, i versamenti INPS 2026 PMI seguono un ritmo mensile fisso. Le ritenute sui redditi da lavoro dipendente e i contributi previdenziali vanno versati tramite F24 entro il 16 del mese successivo alla busta paga.
Scadenze da segnare:
- 16 febbraio: contributi gennaio
- 16 marzo: contributi febbraio
- (e così per ogni mese)
- 16 gennaio 2027: contributi dicembre 2026
In agosto, se il 16 cade in un giorno festivo o nel pieno del periodo feriale, la scadenza slitta al 20 agosto — ma conviene verificarlo ogni anno perché il calendario esatto dipende da come cadono i giorni.
Cosa va storto: le PMI a commessa con organici variabili — collaboratori assunti per un progetto, part-time stagionali — tendono a perdere il filo dei contributi quando cambiano le teste. Ogni variazione contrattuale va registrata prima della fine del mese, non dopo.
Passo 4 — Scadenze F24 2026: cosa ci finisce dentro
L’F24 è il contenitore di quasi tutti i versamenti fiscali e previdenziali. Nelle scadenze F24 2026 confluiscono:
- IVA periodica
- Ritenute su dipendenti e collaboratori
- Contributi INPS
- Acconti e saldi IRES/IRAP
- Addizionali regionali e comunali
Cosa va storto: errori nel codice tributo o nel periodo di riferimento. Un codice sbagliato non blocca il pagamento, ma crea una discrepanza che l’Agenzia delle Entrate può sollevare anche anni dopo. Se si usa un intermediario per i versamenti, verificare sempre la ricevuta prima di archiviarla.
Un secondo errore frequente: compensare crediti IVA con debiti INPS senza verificare i limiti. La compensazione orizzontale è possibile, ma sopra certi importi richiede il visto di conformità del commercialista.
Passo 5 — Acconti e saldi IRES/IRAP: le scadenze di giugno e novembre
Per le società di capitali, le due date più impegnative dell’anno sono:
- 30 giugno 2026: saldo IRES e IRAP dell’anno precedente + primo acconto 2026 (40% dell’imposta)
- 30 novembre 2026: secondo acconto IRES e IRAP (60% dell’imposta)
Chi vuole spostare il saldo di giugno può farlo entro il 30 luglio con una maggiorazione dello 0,40%.
Come si calcola l’acconto
Ci sono due metodi:
- Metodo storico: si prende l’imposta dell’anno precedente e si versa quella percentuale. Semplice, ma penalizza chi ha avuto un anno particolarmente buono.
- Metodo previsionale: si stima il reddito dell’anno in corso e si versa in base a quello. Conviene quando il 2026 sarà peggio del 2025, ma richiede una stima affidabile.
Cosa va storto: le PMI a commessa hanno ricavi concentrati in certi mesi. Se la commessa più grande si chiude a novembre, il conto economico di ottobre non riflette l’anno reale, e il metodo previsionale porta a versare troppo poco — con sanzioni e interessi a conguaglio.
Passo 6 — Adempimenti fiscali commessa: cosa cambia rispetto a una PMI standard
Chi lavora per commessa ha alcune specificità che influenzano il calendario fiscale.
Fatturazione a SAL. Ogni stato avanzamento lavori approvato genera un’obbligazione IVA. Se il SAL viene approvato a fine mese, la fattura va emessa entro 12 giorni, e l’IVA entra nella liquidazione del mese corrente — non del successivo.
Acconti e anticipi. Un acconto ricevuto dal cliente genera IVA nel momento dell’incasso (per chi è in regime di cassa) o dell’emissione della fattura. Dimenticarsi di includere gli acconti nella liquidazione IVA è uno degli errori più comuni nelle commesse lunghe.
Ritenute d’acconto su professionisti esterni. Se si usano consulenti o professionisti con partita IVA in regime ordinario, la ritenuta del 20% va versata entro il 16 del mese successivo al pagamento. Non è una scadenza che si ricorda facilmente quando si gestiscono più commesse in parallelo.
Chi gestisce commesse con più collaboratori esterni può tenere traccia delle ritenute maturate direttamente nel gestionale di progetto — in BMup, per esempio, ogni commessa registra i costi per fornitore e il flag “soggetto a ritenuta” evita di perdere il filo a fine mese. Ma la stessa cosa si ottiene con un foglio dedicato per commessa, aggiornato a ogni pagamento.
Passo 7 — Le scadenze annuali da non dimenticare
Oltre al ritmo mensile e trimestrale, il calendario fiscale PMI 2026 include alcune scadenze annuali che spesso vengono trascurate fino all’ultimo momento.
| Data | Adempimento |
|---|---|
| 31 gennaio 2026 | Comunicazione dati Intrastat (se applicabile) |
| 28 febbraio 2026 | CU (Certificazione Unica) ai percipienti |
| 31 marzo 2026 | Trasmissione CU all’Agenzia delle Entrate |
| 30 aprile 2026 | Dichiarazione IVA annuale |
| 31 ottobre 2026 | Modello Redditi SC / SP |
Cosa va storto: la Certificazione Unica riguarda anche i compensi pagati a professionisti durante l’anno. Chi ha usato collaboratori esterni su più commesse e non ha tenuto un registro dei pagamenti si trova a febbraio a ricostruire tutto dall’estratto conto.
Passo 8 — Come organizzare il monitoraggio senza perdersi
Un calendario fiscale funziona solo se è vivo, non se è stampato e dimenticato in un cassetto. Tre abitudini pratiche:
- Promemoria a 10 giorni dalla scadenza, non il giorno prima. Servono almeno tre giorni lavorativi per raccogliere i dati, calcolare il dovuto e preparare il pagamento.
- Un file di riconciliazione mensile: IVA a debito, IVA a credito, ritenute da versare, contributi. Quattro righe. Si compila il primo del mese e si aggiorna a ogni fattura emessa o ricevuta.
- Separare il conto corrente operativo dal conto fiscale. Non è obbligatorio, ma accantonare l’IVA su un conto separato nel momento in cui si emette la fattura evita di trovarsi senza liquidità il 16 del mese.
Domande frequenti
Le scadenze fiscali 2026 cambieranno rispetto al 2025?
Le date ordinarie restano le stesse. Eventuali proroghe o modifiche vengono comunicate dall’Agenzia delle Entrate con provvedimenti specifici, di solito a ridosso della scadenza. Conviene controllare il sito istituzionale a inizio mese per le scadenze più rilevanti.
Chi è in regime forfettario ha le stesse scadenze?
No. I forfettari non hanno liquidazioni IVA periodiche perché non applicano l’IVA. Versano però gli acconti e il saldo IRPEF con le stesse date (giugno e novembre) e i contributi INPS con cadenza annuale o in quattro rate.
Cosa succede se si salta una scadenza F24?
Scatta il ravvedimento operoso: si può sanare il ritardo versando la somma dovuta più una sanzione ridotta e gli interessi legali. La sanzione diminuisce quanto prima si interviene — entro 14 giorni è l’1/15 per ogni giorno di ritardo, entro 30 giorni è il 3%.
Le ritenute sui collaboratori a progetto vanno versate anche se il compenso non è ancora stato pagato?
No. La ritenuta si versa nel mese successivo al pagamento effettivo, non alla maturazione del compenso. Se si paga il collaboratore a febbraio, la ritenuta va versata entro il 16 marzo.
Tenere sotto controllo le scadenze fiscali 2026 non richiede strumenti sofisticati: richiede un sistema — anche semplice — che si aggiorni a ogni movimento e che mandi un segnale prima che la scadenza sia già passata. Il calendario qui sopra è il punto di partenza; il commercialista è il riferimento per le situazioni specifiche della propria azienda.